Bishkek la capitale del Kirghizistan. Accenni storici

Bishkek la capitale del Kirghizistan. Accenni storici

La porta per il viaggiatore che giunge dal Nord; la capitale del Kirghizistan è una delle ultime città a mantenere ancora un aspetto simile all’epoca comunista. Circondata dal verde e dai maestosi rilievi del Tien Shan; il centro si presenta ben curato con le sue fila di alberi rigogliosi e la pompa magna degli edifici e dei monumenti comunisti seppur decadenti.

Statua di Lenin
Statua di Lenin

Nella piazza sorge imponente ancora una delle poche statue di Lenin a non essere state abbattute subite dopo la caduta dell’URSS; in compagnia, poco distante, delle figure di Engels e Marx atte a discorrere all’interno del parco circostante.

La capitale è il cuore della terra kirghisa e in quanto tale offre colorati Bazar brulicanti, negozi occidentali, ristoranti locali, asiatici ed europei, locali notturni in cui non vi si accede se non vestiti in modo elegante; oltre a naturalmente tutte le diverse amministrazioni e le poche ambasciate (la maggior parte fa capo ad Astana).

Il Kirghizistan è una terra ricca; tra le sue risorse si annoverano il wolframio, l’uranio, l’oro. Tra le coltivazioni prevale il tabacco e i suoi prodotti pastorizi vengono esportati in tutta la regione. Fino a 40 anni fa, nella regione del lago Issik –Kul si coltivava oppio importato in tutta l’URSS, ma Brezhnev fu costretto a eliminarle su pressione dell’ONU e degli USA.

 

Accenni storici

La città era una tappa lungo la Via della Seta, fondata all’epoca sogdiana e fortificata nel 1825 dal clan uzbeko di Kokhand conquistato poi nel 1860 dalle forze zariste guidate dal colonnello Zimmermann. Sotto il nuovo governo, il forte e la cittadina, che si chiamava all’epoca Pishpek, sono state ricostruite e l’autorità ha incoraggiato l’afflusso di russi offrendo terre da coltivare.

Statue di Marx ed Engels
Statue di Marx ed Engels

Sotto il comunismo, nel 1926 la città è stata chiamata Frunze, in onore del rivoluzionario bolscevico Michail Frunze, nato qui nel 1885. Nel 1917 comandava le guardie rosse che conquistarono il Cremlino occupato dai controrivoluzionari. Nel perodo della guerra civile, combatté nell’Asia centrale e ne diventò il ministro dell’esercito e della marina. Con la morte di Lenin, Frunze era uno dei candidati alla sua successione; tuttavia, a seguito di un intervento allo stomaco, morì in circostanze misteriose nel 1925. I forti sospetti, causati anche dalla morte in un incidente stradale dell’autista di Frunze, portarono a un’inchiesta ufficiale; tuttavia tutti i medici dell’operazione morirono in circostanze sospette.

Il mandante della fine di Frunze era ovviamente Stalin, che usava prima eliminare l’avversario per farne poi un eroe; come fece in questo caso, dedicandoli un’intera città. Per i kirghisi, il nome del bolscevico ricorda l’epoca della sovietizzazione e, appena hanno potuto, l’hanno cambiato.

Epoca odierna

Cinema kirghiso di epoca sovietica
Cinema kirghiso di epoca sovietica

Nel 1991 Frunze diventa Bishkek, la cui etimologia deriva da una parola turca che indica il bastone con cui si mescola il latte di giumenta o, secondo altri “il bastone con cui le donne si consolano in assenza del marito”.

Dopo la conquista dell’indipendenza, la maggior parte dei russi è emigrata verso la Federazione russa, lasciando la terra in cui erano comunque nati. La nazione è stata segnata da forti tensione etniche tra uzbeki e kirghisi. I primi rappresentano una storica minoranza (circa 15% della popolazione) e occupano la regione meridionale attorno all’area di Osh. Nel corso dell’ultimo ventennio ci sono state diverse rappresaglie; la più violenta risale al 2010 quando sono morti più di 2000 civili, soprattutto uzbeki, tra Osh e Jalal-Abad, a causa di rivalità nella distribuzione delle terre.

Ci sono state anche rivolte popolari a causa dell’instabilità democratica e della diffusa corruzione; come nel 2010, quando Roza Otunbayeva ha deposto il presidente Kurmanbek Bakiyev. Il presidente è a capo del governo e viene eletto a suffragio universale ogni 5 anni, in accordo con la Costituzione aggiornata nel 2006.

Fonti: 

Tiziano Terzani, Buonanotte, signor Lenin, TEA, 1992, pp 161, 167-169.

http://www.ilpost.it/2011/08/31/anniversario-indipendenza-kirghizistan/ http://www.sapere.it/enciclopedia/Kirghizistan.html

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