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Luoghi da non perdere della New Delhi contemporanea

Luoghi da non perdere della New Delhi contemporanea

Il Palazzo del Capo si Stato dal Rajpat

L’India è un paese che cresce velocemente, molto velocemente; mantenendo i egami col passato, anche se recente. Lo testimoniano monumenti come il Raj Ghat e L’India Gate; luoghi da visitare se avete abbastanza tempo.

Il Raj Ghat, in memoria di Mahatma Gandhi

Il Raj Ghat

Le ceneri di Mahatma Gandhi, l’uomo di pace che più di tutti rappresenta lo spirito indiano di una democratica comunione, sono state sparse nel Gange e in altri grandi fiumi come il Nilo, il Volga e il Tamigi.

Sul luogo dove è stato cremato il 31 gennaio 1948, il giorno seguente al suo assassinio, sorge un memoriale aperto al pubblico. In un piccolo giardino verde sorge una bassa statua di marmo nero, dove sono scolpite le parole “Ah rem” ( “Oh Dio”), le ultime pronunciate da Ghandi prima di esalare l’ultimo respiro.

Accanto a esso si trova una lanterna nera con all’interno una fiamma sempiterna che rappresenta l’eternità della forza delle idee di Gandhi. Il memoriale con il piccolo giardino zen decorato da percorsi di pietra è tanto semplice quanto effettivo nel rappresentare e ricordare la potente vita che ha cambiato il destino di una intera nazione.

Vicino al memoriale si trova il Museo dedicato alla vita di Gandhi, Il National Gandhi Museum, dove si trovano sue foto, lettere e registrazioni; documenti che parlano anche della sua vita più intima.

Il Raj Ghat si trova qui, in un luogo di intenso traffico, suggerisco di avere un mezzo di trasporto che vi riprenda visto che i rickshaw non sono soliti fermarsi.

National Art Gallery

orario apertura: 11 a.m – 6.30 pm, chiuso il lunedì

indirizzo

Per gli amanti dell’Arte Moderna e Contemporanea, da non perdere è il Museo di Arte Nazionale, situato vicino all’India Gate. Il NGMA è stato inaugurato il 1954, nella Jaipur House, dove visse il Marajà di Jaipur, un edificio in stile coloniale ristrutturato dall’architetto inglese Edwin Lutyens.

Il Museo custodisce più di 17.000 opere a partire dal 1857; l’obiettivo dei curatori è infatti quello di preservare e di mostrare al pubblico l’Arte contemporanea indiana più rappresentativa.

Tra gli artisti più rinomati ci sono sezioni dedicate ad Amrita Sher-Gil, Gaganendranath e Rabindranath Tagore, Shantiniketan, Jamini Roy; oltre che i movimenti artistici degli anni ’60 e ’70, la scuola di Bengala, le correnti più contemporanee e fotografie.

Personalmente, nel periodo in cui ero all’Istituto italiano di Cultura a New Delhi, mi ha colpito la bravura degli esperti d’arte del Museo, impegnati a organizzare eventi e mostre per promuovere l’Arte indiana. Inoltre, ogni opera all’interno del Museo è ben presentata, con tutte le informazioni di rilievo scritte; non come la maggior parte dei Musei in Asia!

Non solo, le opere contemporanee sono ovviamente influenzate dalla cultura millenaria del paese, con le miriadi di divinità, con le tradizioni e i costumi diverse per ogni regione. L’influenza dei movimenti artistici europei si mescola così alla tradizione con risultati alle volte surreali, altre taglienti; di certo non indifferenti!

Ecco il sito del museo, dove si possono trovare gallerie virtuali. 

India Gate e il Rashtrapati Bhavan

Vicino al National Art Museum si trova l’India Gate, l‘Arco di Trionfo situato al centro di una piazza esagonale, in perfetto stile parigino. L’architetto Edwin Lutyens è ancora l’artefice del monumento, responsabile di tutta la modernizzazione della città sotto l’impero britannico a inizio del ‘900.

Alto 42 metri e lungo 9 metri, eretto in pietra arenaria tra l’ocra e il rosso, l’Arco di Trionfo è stato commissionato dal Primo Ministro inglese David Lloyd George e inaugurato nel 1931 in memoria di tutte le vittime indiane durante la I Guerra Mondiale, più di 80.000.

Sotto l’Arco si trova il memoriale Amar Jawan Joty, il monumento al milite ignoto, costruito sotto l’ordine di Indira Gandhi, in memoria delle vittime della guerra di Liberazione del Bangladesh avvenuta nel 1971. L’elmetto sopra il kalashnikov stona decisamente con l’idea di eterna pace augurata ai soldati morti.

Proseguendo lungo l’area chiamata Rajpat, l’enorme viale circondato da giardini e fontane; si giunge al cuore dell’India amministrativa e governativa con i palazzi sede del Governo e Parlamento indiano. Il Rajpat ricorda un po’ i Champs Eliseé per la struttura con la quale sono stati ideati, soprattutto quando si illuminano di sera, con l’India Gate sullo sfondo.

Il Palazzo del Capo si Stato

Arrivati a Rasina Hill, da cui ancora si vede l’Arco di Trionfo, vi trovate di fronte il Palazzo del Capo di Stato o Rashtrapati Bhavan dove vive il Presidente della Repubblica fin dall’inizio della democrazia, i vari Ministeri e il Parlamento. Il Rashtrapati è stato completato nel 1929 e ideato da Herbert Baker ed Edwin Lutyens.  I palazzi non sono visitabili, se non per brevissimi periodi durante l’anno. Il cambio della guardia avviene di mattina alle 8.30; d’inverno alle 10.30.

Questi simboli della democrazia indiana sono stati costruiti a modello della Casa Bianca a Washington, anche se il colore prevalente è l’ocra della pietra arenaria; gli immensi colonnati fanno molto stile capitolino. Vi sorprenderanno l’immenso numero di macchine d’epoca, con la quale i politici si fanno portare a lavoro dai propri autisti. Non c’è che dire, il senso di autorità si sente eccome!

Indirizzo

Per informazioni su Humayun Tomb, clicca qui.

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